Carlo Riva

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Carlo Riva nasce a Sarnico il 24 febbraio 1922. E’ figlio d’arte perché il bisnonno Pietro è un maestro d’ascia comacino che nel 1842 migra a Sarnico sul Lago d’Iseo. La sua abilità nel riparare e costruire barche in legno viene trasmessa al figlio Ernesto e da lui a Serafino, grande appassionato di motonautica. Negli Anni ’20 e ’30 gli entrobordo e i fuoribordo Riva scrivono pagine gloriose: campioni e marchio occupano le copertine sportive della stampa mondiale.
Carlo respira dunque l’elettrizzante atmosfera delle corse, ne resta contagiato, si appassiona sempre più alla nautica. Un’esperienza che risveglia la sua fervida fantasia di ragazzo e alimenta la passione per la cantieristica navale. All’età di 16 anni ridisegna e perfeziona lo scafo da corsa “BRUNELLA” con il quale il pilota Paolo Mora vinse nel 1932 la gara di Tremezzo.

Già a quei tempi l’”impaziente apprendista” accarezza l’idea di costruire barche da diporto in serie, ma di stampo artigianale sul modello americano. Nel 1939, a 17 anni, disegna la carena speciale di sei motoscafi per conto del Governo dell’Africa Orientale Italiana, destinati ai bassi fondali dei laghi etiopi Aschianghi e Tana. L’intermezzo della guerra tuttavia frena e congela i sogni di Carlo, pronti a riaccendersi alla prima occasione.

Sono nato praticamente in barca. A tre anni mi divertivo con una barchetta a remi, a sette anni avevo già confidenza con i motori portando a spasso mia sorellina Dafne. A dieci il mio compito era ripulire la barche di papà Serafino. A volte scappavo per andare sull’altalena, ma mio padre mi rimproverava perché il mio posto era in cantiere. Da ragazzino ho cominciato a disegnare barche da corsa e ad avere idee per innovare il cantiere.

Carlo Riva

Il mondo delle corse

Al pari di papà Serafino, anche io amavo l’eccitante mondo delle corse. Con giovanile entusiasmo, all’età di 17 anni, iniziai a disegnare scafi da competizione per alcuni pionieri della motonautica italiana. Le folgoranti vittorie di audaci piloti come Guerini, Sestini, Alquati, Mora, Pagliano, e tanti altri - già nei lontani anni Trenta portarono alle stelle il nome del piccolo cantiere di Sarnico.

Carlo Riva

La nascita del cantiere Riva

E’ il 1950 quando il timone del cantiere passa nelle mani di Carlo Riva. Il 3 ottobre 1954 viene inaugurato il nuovo grande Cantiere Riva, quello che ancor oggi reca i segni del suo inconfondibile stile, della sua sensibilità per le forme e i colori, della sua razionale organizzazione degli spazi, funzionale al lavoro in serie su base artigianale. Qui sono nate le 4.098 mitiche barche in mogano che sono riuscite a soppiantare un marchio prestigioso come quello americano della Chris Craft. D’ora in avanti il nuovo “must” sarà Riva.

Quelli che seguono sono anni di febbrile e instancabile lavoro. Anticipando i bisogni degli armatori Riva, a distanza di pochi anni l’uno dall’altro, nascono i Riva Boat Service per l’assistenza tecnica e la vendita: le storiche “R.A.M”. di Sarnico, nata nel 1957, e due anni dopo il prestigioso “Monaco Boat Service” di Montecarlo, che ha superato il mezzo secolo, e così pure in tutta la Costa Azzurra e in tante parti dell’Italia e del mondo. In parallelo, investe in immagine e pubblicità con cataloghi di cui cura personalmente ogni dettaglio perché Riva vuol dire classe, stile di vita, e tutto deve essere al top. Scomoda il grande fotografo Federico Patellani con il quale cura la stampa del raffinato ed esclusivo catalogo Riva del 1956. Non perde occasione per partecipare a fiere e saloni nautici in Italia, in Europa e in America. Nel 1952 nel salone della motonautica di Mello Prina di via Durini a Milano accanto alle automobili fu messo in mostra un “Sebino”, tra il comprensibile stupore della gente. Lo stesso stupore che crea quando partecipa nel 1959 al Boat Show di Miami con un Tritone, un Super Florida e un Ariston o quando apre nel 1964 un salone Riva nel Rockfeller Centre di Manhattan.

Ma il “pioniere della nautica” investe nella ricerca di materiali innovativi, come il compensato marino, un’invenzione tecnologica che cambiò la storia delle costruzioni navali da diporto, grazie alla collaborazione di Remo Lodi, un grande tecnico dell’Incisa di Lissone. Metodo di ricerca che viene applicato a tutte le parti dello scafo per ottenere qualità, durata e sicurezza: dalle cromature alle vernici, alla tappezzeria, ai motori, alle viti, agli strumenti di bordo, ciascuno dei quali ha una propria interessante storia, grazie alla progettualità di Carlo Riva.

L’ingegnere è precursore anche della vetroresina. Alla fine degli Anni ’60, grazie alla sua lungimirante intuizione, capisce che nella nautica si sta facendo largo un materiale con cui si deve fare i conti. Affronta di petto la questione, conferendo forma, armonia ed equilibrio alla fiberglass. I primi due modelli in vetroresina (1970-1971) con carena Bertram, il 20’ Bahia Mar e il 25’ Sport Fisherman, 150 imbarcazioni realizzate e vendute in meno di due anni, recano la firma indelebile dell’ingegnere Carlo Riva.

Farò le barche a modo mio

Voglio fare le barche a modo mio dissi a mio padre, lui era un conservatore e devo ringraziarlo per avermi insegnato e trasmesso la passione per il lavoro. Ma io avevo una visione chiara di come volevo gestire la produzione, iniziai nel 1950 con sei mesi di prova, dovetti arrangiarmi con quello che avevo viti, vernici e un po di legname, fu il giorno più bello della mia vita.

Carlo Riva

I mogani D.O.C. della riserva di Carlo Riva

Legni nobili, dall’aspetto setoso e dalle venature inconfondibili, resistenti all’usura e alle intemperie del tempo. Pregiate essenze esotiche che io selezionavo personalmente in modo maniacale: Kaya Ivorensis, Sipo, Makore, Grand Bassam, Okumè, Iroko, Philippin Mahogany. Ma il più bello fra tutti i legni, per aspetto, colore e duttilità e indeformabilità è il cedro dell’Honduras, particolarmente idoneo per le plance, i cruscotti, ed alcune finiture interne. La loro fragranza si diffondeva nell aria creando una piacevole sensazione e una sorta di venerato rispetto per chi li modellava.
“E’ ancora vivo il ricordo di quelle fragranze che profumavano il magazzino di stagionatura ricordano Lia e Pia“

Carlo Riva

mogano

Dai motori Chris-Craft ai motori Riva

Una storia affascinante che inizia nel 1952 con il primo viaggio oltreoceano alla sede delle Chris-Craft ad Algognac nel Michigan. Non avevo soldi per importare tanti motori quanti volevano gli americani. Mi inventai una balla sul protezionismo italiano. Alla fine firmai di importarne sei alla volta, ma per un totale di 50. Tornai con in tasca tre cose, il passaporto, il biglietto aereo e tre dollari.
Tre anni più tardi avevamo comprato oltre mille motori. Ma avevo bisogno di una qualità superiore, cosi mio malgrado, abbandonai i miei amici di Algognac per entrare in casa Chrysler. Comprammo 600 motori subordinando il contratto ad una serie di modifiche in particolare relative alla marinizzazione. Ma chi eseguì tutte le modifiche che volevo fu la Crusader Marine di Warren nel Michigan nella persona del titolare Mr. Calvin Connel. Furono circa cento le modifiche, ma alla fine nacquero i motori Riva più leggeri, più resistenti, più silenziosi e più affidabili. Divennero quanto di meglio reperibile sul mercato.

Carlo Riva

chris

I Riva Boat Service

Vendita, rimessaggio, manutenzione, Riva aveva bisogno di strutture di assistenza, ne abbiamo realizzate quattordici. Era più facile di oggi, s’intende. Occorrevano meno permessi, bastava acquistare un terreno, costruire un capannone e un ufficio ed avere le persone di fiducia. Queste persone spesso non avevano i mezzi economici, i migliori sono poi diventati loro stessi titolari dei Boat Service.

Carlo Riva

La vetroresina, un'altra sfida

Ho capito fin dall’inizio che avremmo dovuto fare i conti con questo materiale americano, accolto con forti pregiudizi. Plastica, plastica! Parole seguite da smorfie di disapprovazione da parte dei vecchi maestri d’ascia. Feci arrivare dell’America due Bertram: il più piccolo un Bahia Mar di ‘20, tra l’altro già noto in tutti gli States, e il ‘25 Sport Fisherman. Li ridisegnai con stile e gusto tipicamente italiani, mitigando l’aspetto della nuda plastica con il calore del legno in bella vista per le rifiniture interne. Dick Bertram rimase a bocca aperta quando vide il Salone Nautico di Genova del 1970: stentò a riconoscer i suoi modelli. Alla RAM di Sarnico c'è ancora la mia Carla I, un Bertram ‘38 piedi ancora perfetto stato appartenuto solo a Dick e a me. Con questa barca ho percorso miglia e miglia alla scoperta delle isole greche.

Carlo Riva

Riva Yacht Division

Il suo inappagato desiderio di tagliare nuovi traguardi lo spinge agli inizi degli anni Sessanta (1961-1964) a misurarsi anche nella costruzione di grandi yacht dislocanti in acciaio, in grado di affrontare le insidie del mare aperto. In collaborazione con il grande cantiere olandese “de Vries Bros – Shipyards” di Aalsmeer costruisce 7 leggendari Caravelle, uno dei quali, Serena, è stato di recente restaurato in Olanda. Nasce la “Riva Yacht Division” che nel 1970, per ragioni di comodità, trasferisce la costruzione dei grandi yacht in acciaio ad Ancona presso i Cantieri C.R.N. In seguito fonda la“Carlo Riva Yachting Corporation” che realizza la serie Marco Polo e Vespucci, in totale 8 esemplari in acciaio da 24 a 30 mt.

La sfida dei Motoryacht in acciaio

In Olanda ho fatto costruire otto barche: sette Caravelle e un Atlantic. Sono navi in acciaio realizzate dai cantieri De Vries, li feci come piaceva a me. Ero sicuro che avrebbero avuto successo per tre ragioni: nascevano in Olanda tra i marosi dei Baltico quindi con la carena già sperimentata per un ottima tenuta di mare.; secondo, per i motori Rolls Royce e terzo per lo stile Italiano. Non avevo assolutamente dubbi. Un Caravelle oggi (2006 n.d.r.) è a Rapallo: è lo yacht più fotografato nel marina Carlo Riva. Ma ad un certo punto ero stanco di andare avanti e indietro dall’Olanda, così ho cercato un cantiere in Italia e a partire dal 1970 nei cantieri C.N.R. di Ancona dove hanno visto la luce la serie Marco Polo e Vespucci che possono essere considerate delle vere proprie navi.

Carlo Riva

Porto Turistico Internazionale Carlo Riva di Rapallo

Cimentarsi in progetti d’avanguardia, affrontando nuove sfide, è una costante della vita di Carlo Riva. L’approdo turistico internazionale di Rapallo ne è un esempio. Dietro questa imponente struttura diportistica, una delle più confortevoli ed efficienti del Mediterraneo, si celano la creatività e la solida esperienza di questo imprenditore nautico, ma anche la sua tenacia, la passione e la voglia di fare.

Sull’esempio del Porto di Cannes realizzato dall’amico Pierre Canto, nel 1971 Carlo Riva volle trasportare nell’incantevole Golfo del Tigullio una delle perle della Costa Azzurra. Come tutte le idee pionieristiche, l’ambizioso progetto, degno della migliore tradizione nautica, dovette però superare un’infinità di ostacoli e lungaggini burocratiche. Dopo la firma dell’atto formale di concessione, ci vollero infatti altri tre anni, prima di veder ultimate le opere a mare della prima marina turistica italiana, oggi unanimemente considerata il “salotto buono” della nautica internazionale, e altri otto anni per il completamento delle infrastrutture di terra, comprensive della realizzazione del porto pubblico, capace di 500 ormeggi.

Ma alla fine Carlo Riva ottenne ciò per cui aveva tenacemente lottato così a lungo.
Tra la pittoresca “Baia del Silenzio” di Sestri Levante e la magica insenatura di Portofino, circondato dal verde lussureggiante delle colline di Rapallo e dall’azzurro intenso del suo mare, sta il Porto Carlo Riva, lungo le cui banchine pavimentate di porfido rosa i diportisti possono ormeggiare, in tutta tranquillità e sicurezza, le loro imbarcazioni da 6 a 40 metri, oltre trovare una rete di servizi a terra, di assistenza tecnica e organizzativa.

Un complesso portuale per 400 imbarcazioni, oltre ai posti in transito, tranquillo e al riparo dei rumori del traffico, il cui accesso è custodito giorno e notte. Ma soprattutto un luogo pensato per rendere più facile e piacevole la vita degli armatori in crociera o in uscita nei fine settimana. Nei due spaziosi e razionali garage, dotati dei più sofisticati dispositivi antincendio e di adeguate uscite di sicurezza, vi è posto per oltre duecento auto. Il centro commerciale, con 22 negozi, ristoranti e bar, lo Yacht Club, le due officine, il travel lift e lo scivolo per alaggi e vari, la gru semovente per yacht fino a 20 metri, rendono questo approdo uno dei più attrezzati, servito di ogni comfort.

A causa della violenta tempesta che ha colpito la Riviera italiana lo scorso Ottobre 2018, il Porto Carlo Riva è stato gravemente danneggiato. Nel tentativo di riportarlo al suo antico splendore, la Famiglia Riva sta lavorando a stretto contatto con le autorità locali di Rapallo per ricostruirlo.

Porto Internazionale Carlo Riva di Rapallo:
storia di amore e odio.

Era il 10 Luglio 1971 quando fu stipulato l’atto formale di concessione per costruire a Rapallo il primo marina da diporto in Italia. Un progetto ambizioso che si è subito scontrato con le resistenze di una realtà locale a quei tempi restia ad innovazioni e non sorretta da chiari riferimenti legislativi. Io e i miei collaboratori abbiamo dovuto praticamente inventarci tutto, e superare ostacoli burocratici a non finire, ma alla fine siamo riusciti a tradurre in realtà un sogno apparentemente impossibile. Non è stato facile.
Ad un certo punto ho anche gettato la spugna per poi riprendere in mano la gestione nel 1983: poco alla volta ho ripianato i debiti e completato le opere a terra dando uno stile inconfondibile al mio marina.

Carlo Riva

RAM, il primo Riva Boat Service creato da Carlo Riva nel 1957.

"Formidable and unique":Questo è come uno dei giornalisti più rispettati del tempo descrive la creazione di RAM da parte di Carlo Riva nel 1957. Infatti, poco dopo la costruzione del suo nuovo e ultra moderno cantiere di Sarnico nel 1950, Carlo Riva continua la sua politica di innovazione con la creazione di RAM - Revisione Assistenza Motoscafi e il suo primo Riva Boat Service, che deve servire da modello per diffondere la rete vendita e manutenzione Riva nel mondo. Situata proprio sulla riva del lago accanto al nuovo cantiere Riva, la RAM è il primo centro di manutenzione e restauro mai sviluppato da un cantiere nautico in Europa. Con la sua organizzazione, i suoi metodi precisi e rigorosi, la sua costante ricerca della qualità ad ogni livello, RAM diventa immediatamente il riferimento internazionale per quanto riguarda la manutenzione delle imbarcazioni Riva, dal loro varo al loro accurato restauro. Nel corso degli anni, la RAM si distingue come centro di formazione Riva ed esempio da seguire per quaranta nuovi Boat Service Riva, che verranno creati nel mondo tra il 1957 e il 1970. Fin dalla sua origine RAM appartiene ancora alla famiglia Riva, approfittando di una continuità unica con un know-how straordinario e una notevole esperienza in una passione costante per la tradizione e l’innovazione.

Onorificenze

2 giugno 1958:
CAVALIERE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
f.to dal Presidente Giovanni Gronchi

27 dicembre 1961:
CAVALIERE UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
f.to Giovanni Gronchi e Amintore Fanfani

27 giugno 1970:
CROCE D’ORO LATERANENSE
Pontefice: Paolo VI Cardinale: Joannes Giantoni Cancelliere

4 giugno 1988:
PIONIERE DELLA NAUTICA
Titolo conferito dall’U.C.I.N.A. (Unione Nazionale Cantieri e Industrie Nautiche ed Affini)

7 aprile 1990:
SANMAURINO D’ORO
Sindaco: Alessandro Arcangeli

16 maggio 2003:
E’ stato di nuovo insignito del titolo di PIONIERE DELLA NAUTICA dall’U.C.I.N.A.

16 settembre 2005:
PERSONNALITÉ DE LA MER
Titolo conferitogli e consegnatogli da S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco

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